Disturbo d’ansia generalizzata

La storia di Giulia: un caso di disturbo d’ansia generalizzata

Giulia è una donna di 39 anni. Sposata da 9 anni con Marco. Ha due bambini, Lisa di 7 anni e Pietro di 4 anni. Giulia lavora come addetta alle vendite per un vivaio. Le piace molto il suo lavoro e si trova abbastanza bene con i colleghi.
Giulia ha una vita che si potrebbe definire serena; tuttavia lei dice di sentirsi: ‹‹È come se fossi in costante pericolo››.


Le chiedo di raccontarmi quali sono i suoi problemi attuali. Racconta che ha alcune difficoltà sul lavoro, che nonostante sia un lavoro che le piace e i colleghi siano abbastanza simpatici, lei si sente sempre sotto pressione, sotto osservazione e non capisce perché.


Al mattino dopo colazione, quando è il momento di uscire da casa, Giulia inizia a provare un senso di irrequietezza, si sente nervosa, facilmente irritabile. Per lei è uno dei momenti peggiori della giornata. Deve fare in fretta, perché i tempi per accompagnare i bambini a scuola e poi arrivare a lavoro sono stretti.


Sente una specie di cerchio alla testa e di nodo alla gola, una strana sensazione allo stomaco, come quando è troppo vuoto, una specie di nausea. La parte peggiore, dice, è che se la prende facilmente con i bambini, non riesce a interagire con loro come vorrebbe e questo non la fa sentire una buona madre.


Giulia dice di aver capito che è l’idea di andare a lavoro che la innervosisce. Racconta che è preoccupata di sbagliare, di non fare bene come dovrebbe. Ha paura di fare brutta figura con i clienti e di essere ripresa dai superiori. Tende a immaginare gravi conseguenze quando compie degli errori. Immagina di essere ripresa davanti a tutti e di fare una figura misera, umiliante. Teme di essere licenziata e di non riuscire a trovare un altro lavoro. Teme che questo possa causare difficoltà economiche alla sua famiglia e che possa incidere negativamente nel futuro dei suoi figli.
Per evitare che queste sue paure possano portare alle previsioni temute, Giulia cerca di essere molto precisa a lavoro. Di non arrivare in ritardo. Di assecondare sia i clienti che i superiori. Evita qualsiasi discussione, anche quando pensa di avere ragione.


Difficoltà simili Giulia li sperimenta nell’educazione dei figli. Non si sente all’altezza. È spesso preoccupata di non essere una buona madre. In particolare, è molto apprensiva rispetto all’andamento scolastico di Lisa. Si irrita quando le maestre le fanno qualche osservazione circa il comportamento della bambina a scuola o alcune lievi mancanze, del tutto normali. E questo è spesso motivo di discussione con il marito.

Le caratteristiche del disturbo d’ansia generalizzata

Troviamo quindi in Giulia le caratteristiche del disturbo d’ansia generalizzato:
Una preoccupazione eccessiva rispetto alla possibilità che accada realmente l’evento temuto o alla sua potenziale gravità, presente da almeno 6 mesi, per la maggior parte dei giorni della settimana, relativa a diversi eventi e situazioni della propria vita.

Difficoltà nel controllo di queste preoccupazioni.

– Per parlare di disturbo d’ansia generalizzata devono essere presenti almeno 3 sintomi: quelli sperimentati da Giulia sono irrequietezza, facile affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità. Altri sintomi che tuttavia Giulia non manifesta sono tensione muscolare e alterazione del sonno, cioè difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno o un sonno inquieto e insoddisfacente.

– È soddisfatto anche il criterio che prevede che la preoccupazione o i sintomi fisici causano importante disagio o un funzionamento non adeguato in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, ad esempio all’interno della famiglia.

– L’ansia di Giulia non è attribuibile all’assunzione di sostanze o a una particolare condizione medica.

– Infine, l’ansia di Giulia non è spiegata dalla presenza di altri disturbi.

Il disturbo d’ansia generalizzato interessa maggiormente le femmine. Insorge, cioè si presenta, mediamente intorno ai 30 anni, raramente prima dell’adolescenza. Tende a essere cronico e ha un andamento altalenante durante il corso della vita. Raramente si ha una remissione completa.
Le donne che presentano un disturbo d’ansia generalizzato, potrebbero soffrire anche di un disturbo dell’umore. Invece gli uomini potrebbero presentare insieme al disturbo d’ansia anche la tendenza a usare sostanze.
Le preoccupazioni possono compromettere la capacità dell’individuo di svolgere compiti velocemente e in maniera efficiente, un dispendio di tempo e di energie. I genitori che soffrono di questo disturbo potrebbero essere poco efficienti nell’incoraggiare i figli a essere sicuri di sé.

Cosa si può fare?


Anzitutto non evitare le situazioni e le persone che provocano disagio. Infatti, evitarli permette di ridurre o eliminare il problema nell’immediato, senza tuttavia risolverlo realmente.


È consigliabile apprendere una tecnica di rilassamento e di respirazione lenta. Allenarsi quotidianamente, poiché come per qualsiasi altro apprendimento solo la pratica ci aiuta a diventare competenti, in questo caso a saper utilizzare al meglio la tecnica appresa.


L’aspetto fondamentale riguarda tuttavia la modificazione dei pensieri “irrazionali”, cioè che non hanno una logica corretta rispetto agli eventi temuti. Questo è un lavoro un po’ difficile da attuare da soli, però potete provare a tenere un diario e quando sperimentate ansia, segnare cosa stavate pensando in quel momento. Questo vi aiuterà a riconoscere quali sono i pensieri che creano la preoccupazione. Allora potrete chiedervi quanto essi sono reali, probabili.


Esistono, ovviamente, diversi approcci e differenti tecniche per trattare il disturbo d’ansia generalizzato. Al bisogno il consiglio è quello di rivolgersi a uno specialista.


Sarò lieto di rispondere a qualsiasi domanda.
Un caro saluto.

Dott. Santo La Monica

WhatsApp chat