Ansia

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Cos’è davvero l’ansia? Come possiamo riconoscerla nei nostri figli?

Sicuramente anche a te sarà accaduto di osservare nei tuoi bambini comportamenti d’ansia. Se hai un bambino in età di scuola dell’infanzia, avrai assistito a pianti e irritazione quando è necessario fargli lo shampoo o al mattino, a casa, quando vi preparate per andare a scuola, oppure al momento stesso di lasciarlo alla scuola o ancora avrai forse osservato che tuo figlio si chiude a riccio di fronte a proposte nuove (es., una nuova attività). Se il tuo bambino va alle elementari, forse gli sarà capitato di avere tic agli occhi per un certo periodo di tempo, oppure un’agitazione esagerata mentre svolge i compiti per casa al pomeriggio o forse ti ha raccontato di essere stato male durante una determinata attività. Se i tuoi figli sono più grandi, probabilmente li avrai visti molto agitati e irritabili prima di un appuntamento importante, o forse si svegliano al mattino molto presto per ripassare un argomento scolastico, il giorno del compito in classe.

Ora, tutte queste appena descritte, sono stati di ansia abbastanza comuni e di cui non abbiamo di che preoccuparci se ogni tanto le osserviamo nei nostri figli; l’ansia di per sé è un’emozione utile: il nostro corpo ci dice che un pericolo o una minaccia potrebbero presentarsi di lì a poco e si preoccupa, cioè si mette in stato di allerta per eventualmente affrontarlo. L’ansia diventa un problema, quando il corpo si mette in stato di allerta “troppo” frequentemente, anche quando il potenziale pericolo o la potenziale minaccia non ci sono, e “troppo” intensamente, cioè quando la preoccupazione è esageratamente maggiore rispetto alla gravità del potenziale pericolo.

L’ansia è un problema quando interferisce gravemente nella vita quotidiana del bambino!

Esistono diversi tipi di ansia:

  • Esiste l’ansia da separazione, il bambino sta male quando si separa da mamma, papà o da persone per lui molto importanti. Il malessere viene espresso con pianto, irritazione, rifiuto di andare a scuola, paura che accada qualcosa di brutto ai propri cari, incubi sul tema della separazione dai propri cari, malessere fisico al momento di doversi separare dai genitori.
  • Il bambino potrebbe provare malessere fisico, agitazione o preoccupazione di fare figure umilianti o imbarazzanti nel momento in cui deve sostenere un’interrogazione a scuola oppure praticare un’attività sportiva (potrebbe rifiutarsi di farla) o quando deve parlare in pubblico, in alcuni casi anche quando deve mangiare o scrivere in pubblico. In questi casi si parla di ansia sociale e il nucleo del problema riguarda la preoccupazione di essere esposto al giudizio di persone non familiari.
  • Similmente, tuo figlio potrebbe sentirsi eccessivamente preoccupato quando gli è richiesto di fornire una prestazione (es., scolastica, sportiva) e potrebbe cercare di evitare quella data attività o a lamentare mal di testa o di pancia quando è impegnato nell’attività; oppure potrebbe impegnarsi (almeno in alcune attività) in maniera quasi maniacale (diresti che è perfetto rispetto quel dato ambito), in questo caso egli potrebbe in realtà provare un senso di fallimento anche quando commette il più piccolo errore. In questi casi parliamo di ansia da prestazione.
  • Oppure il bambino potrebbe provare ansia solo al momento di dover andare a scuola, in questo caso si parla di ansia o fobia scolastica. Il bambino che sperimenta ansia scolastica sta male al momento di prepararsi per andare a scuola e il suo malessere termina quando è passato il rischio di essere portato a scuola; oppure rifiuta di entrare dentro l’edificio scolastico. Questo accade perché, ad esempio, egli teme che possano verificarsi eventi negativi a scuola o ha paura di sentirsi male a scuola.
  • Se l’ansia è un’emozione che il bambino sperimenta spesso, in diversi ambiti della propria vita, allora si potrebbe trattare di ansia generalizzata. Il bambino può sentirsi eccessivamente preoccupato rispetto all’adeguatezza dei suoi comportamenti, delle sue competenze, rispetto al giudizio degli altri, e manifestare timore di non essere accettato dagli altri, di non piacere. La preoccupazione potrebbe riguardare anche qualcosa che potrebbe accadere  tra qualche settimana o tra qualche mese o la possibilità che si verifichi qualche calamità, o ancora la possibilità di ammalarsi o che accada qualcosa di brutto a sé o agli altri. Il bambino con ansia generalizzata potrebbe essere preoccupato di arrivare sempre puntuale agli appuntamenti (ad esempio a scuola), oppure potrebbe avere la tendenza a fare sempre tutto “giusto” e a comportarsi bene; potrebbe sembrare più maturo rispetto alla sua età, tuttavia questi comportamenti sarebbero spesso il prodotto non tanto di maturità, quanto della preoccupazione che egli prova. Infatti potrebbe manifestare frequentemente: richieste di rassicurazione o di approvazione; paura di sbagliare; mal di testa, vertigini, difficoltà respiratorie, mal di stomaco, abitudini nervose (come mangiarsi le unghie o tic).

Come possiamo aiutarvi

Anzitutto cercando di capire se il problema che affligge tuo figlio o tua figlia è davvero l’ansia ed eventualmente di quale forma di ansia si tratta. In secondo luogo, dandoti tutte le informazioni e i chiarimenti sul disturbo d’ansia presentato dal tuo bambino. Infine progettando e attuando un intervento mirato attraverso cui ridurre gli stati d’ansia di tuo figlio e aiutarlo a ritrovare la serenità necessaria per vivere la sua vita. Generalmente, l’ansia è un problema che ha buone probabilità di risolversi in tempi brevi.

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