Discalculia evolutiva - Psicologo Piove di Sacco

Discalculia Evolutiva

Che cosa è

La Discalculia evolutiva è un disturbo di origine neurobiologica, geneticamente determinato. La discalculia evolutiva è uno specifico disturbo dell’apprendimento. Include difficoltà nella padronanza di abilità aritmetiche di base, quali: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. All’interno del disturbo è possibile distinguere i seguenti profili:

  • Cognizione numerica | cioè intelligenza numerica basale: subitizing (riconoscimento “a colpo d’occhio” di quantità), meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione, strategie di calcolo a mente.
  • Procedure esecutive | lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri.
  • Calcolo | recupero dei fatti numerici (tabelline e semplici operazioni a mente) e algoritmi del calcolo scritto.
 

Il bambino con discalculia evolutiva

E’ un bambino intelligente, di buone condizioni socioculturali, senza problemi emotivi rilevanti. Ha ricevuto un insegnamento adeguato, eppure presenta, fin dalla 1° classe della scuola primaria, una grande difficoltà nell’apprendimento delle operazioni aritmetiche di base, che permangono anche dopo che siano stati attivati notevoli sforzi per aiutarlo.

Il bambino con discalculia evolutiva, di solito, utilizza strategie di calcolo immature (ad es., contare con le dita), incontra notevoli difficoltà nell’eseguire i calcoli scritti (ad es., nell’uso del prestito e del riporto o dell’incolonnamento dei numeri); manifesta difficoltà nell’apprendimento delle tabelline, ecc..

Per cui, generalmente impiega un grande dispendio di risorse (in termini di impegno e tempo) per portare a termine i compiti scolastici; e spesso le sue difficoltà aumentano al crescere delle richieste scolastiche.

Diagnosi

La diagnosi di Discalculia Evolutiva può essere posta dalla fine del 3° anno della scuola primaria. Difatti entro questa età, l’elevata variabilità inter-individuale, cioè la differenza tra bambini, nei tempi di acquisizione delle abilità fondamentali del calcolo, non consente di applicare in maniera certa i valori normativi di riferimento prima degli 8 anni circa (ovvero, una valutazione in prima o seconda classe primaria potrebbe risultare falsata).

Tuttavia, in condizioni di rischio, cioè nei casi in cui il bambino, entro la fine della prima classe della scuola primaria, non abbia acquisito una o più abilità quali: il riconoscimento di piccole quantità, la lettura e la scrittura dei numeri entro il dieci, il calcolo orale entro la decina anche con supporto concreto, può essere utile effettuare una valutazione delle competenze del calcolo.

La valutazione risulta fondamentale per realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate (ed eventualmente un trattamento specifico) per aiutare l’alunno a ridurre le proprie difficoltà o (nei casi in cui non vi sia miglioramento in seguito a trattamento) anticipare la diagnosi di discalculia, rispetto ai tempi suindicati.

Trattamento

Al momento non sono disponibili dati sufficienti per affermare che esistano interventi in grado di ottenere una modifica della prognosi a lungo termine (remissione/guarigione dal disturbo), nei soggetti con DSA accertato. Sono tuttavia disponibili dati sufficienti per affermare che gli interventi su lettura, ortografia e calcolo determinano un miglioramento delle prestazioni del soggetto.

Gli interventi per il trattamento della discalculia sono mirati al miglioramento dell’accuratezza e della velocità di esecuzione delle specifiche componenti del calcolo che risultano deficitarie. Il training prevede interventi continuativi e ripetuti, da effettuarsi (in linea generale) due volte in ambulatorio (per un’ora) e tutti i giorni a casa (per circa 15 – 20 minuti).

Inoltre, nel corso degli interventi viene insegnato ai bambini l’uso dei cosiddetti “strumenti compensativi”, ovvero di risorse per l’apprendimento scolastico basate sull’uso del computer, della calcolatrice, di supporti cartacei specifici, ecc., utilizzati in alternativa o come integrazione, quotidiana e generalizzata, agli strumenti di studio tradizionali per compensare i disturbi di calcolo.

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