Disturbi dell'umore

Disturbi dell’umore

La presenza di uno dei disturbi dell’umore prevede che il tuo umore sia alterato rispetto al solito, per un certo periodo di tempo. A seconda del tipo di disturbo, potresti sentirti ad esempio triste e vuoto, ovvero essere “depresso”; oppure molto più energico e irritabile del solito, in questo caso stai vivendo uno stato chiamato “maniacale”. Tieni presente che tutti noi viviamo momenti di tristezza o di particolare eccitazione, questo rientra nella normalità. Invece parliamo di disturbo quando il nostro umore ci rende difficile vivere la nostra vita quotidiana (in famiglia, a lavoro, con gli amici, ecc.).

Come possiamo aiutarti

Ti aiutiamo a capire se hai effettivamente un disturbo dell’umore, ed eventualmente di quale tipo. Facciamo questo ascoltando, senza giudicarti, il disagio che stai vivendo e attraverso strumenti specifici. Ti aiuteremo a comprendere come funziona il tuo momento di difficoltà e, insieme, decideremo in che modo affrontarlo, per consentirti di ricominciare a vivere la tua vita serenamente.

Le tipologie dei disturbi dell’umore

Episodio Depressivo Maggiore

Potresti soffrire di un episodio depressivo maggiore se per un periodo di 2 settimane ti senti più triste e vuoto o lamentoso rispetto al solito oppure se non provi più piacere per le attività che svolgi. Il tuo peso potrebbe essere variato (aumentato o diminuito); anche il tuo bisogno di sonno potrebbe essere diverso dal solito. Potresti sentirti agitato oppure senza energie, molto stanco, come se ti trascinassi un peso dietro; la tua capacità di concentrarti e di ragionare potrebbe essere diminuita. Potresti sentirti in colpa e pensare che sei un buono a nulla, un fallito o anche di voler porre fine alla tua vita.

Disturbo Depressivo Maggiore

Il disturbo depressivo maggiore è un altro dei disturbi dell’umore, può manifestarsi con 5 o più dei seguenti sintomi, presenti contemporaneamente per un periodo di 2 settimane. Umore depresso (sentimenti di tristezza, di vuoto, disperazione, frequenti lamenti) per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni; nei bambini l’umore può risultare irritabile. Diminuzione di interesse e piacere per quasi tutte o tutte le attività. Perdita o aumento, marcato di peso o di appetito. Insonnia o ipersonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, faticabilità o mancanza di energia, sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi, ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, pensieri di morte.

Il disturbo depressivo maggiore si manifesta in prevalenza fra i 18 e i 29 anni di età; con un tasso di 1,5/3 volte maggiore nelle femmine con esordio nella prima adolescenza. Il disturbo può insorgere in qualunque momento della vita, ma la probabilità aumenta durante la pubertà e in particolare intorno ai 20 anni.

 

Il decorso

 

Il decorso del disturbo depressivo maggiore è variabile. Alcune persone non raggiungono mai la remissione, nel senso che presentano sempre i sintomi del disturbo; altre persone vivono con pochi o nessun sintomo (fra un episodio e l’altro) per molti anni. Due persone su 5 iniziano il processo di guarigione entro 3 mesi dall’esordio; 4 persone su 5 entro un anno.

Il rischio di ricaduta è minore quanto maggiore è la durata della remissione, ovvero il periodo di tempo in cui la persona non presenta sintomi depressivi.

I fattori che aumentano il rischio di sviluppare il disturbo depressivo maggiore sono di tipo temperamentale, ovvero la presenza di numerosi vissuti di affettività negativa (l’aver provato con frequenza emozioni negative); fattori ambientali, ovvero l’aver vissuto esperienze infantili avverse, in particolare se frequentemente e di diverso tipo; fattori genetici, in quanto i familiari di primo grado di persone con disturbo depressivo maggiore hanno un rischio da 2 a 4 volte maggiore (rispetto alle altre persone) di sviluppare a loro volta il disturbo.

Disturbo Depressivo Persistente (distimia)

La caratteristica principale del disturbo depressivo persistente è un umore depresso presente per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, per almeno 2 anni; nei bambini e negli adolescenti per almeno 1 anno. Le persone con questo disturbo descrivono il loro umore come triste o “giù di corda”.

Il disturbo depressivo persistente può essere preceduto dalla depressione maggiore. Durante i 2 anni (o 1 nei bambini e negli adolescenti) il periodo senza sintomi non supera i 2 mesi.

Il disturbo depressivo persistente colpisce lo 0,5% della popolazione. Ha spesso un esordio precoce e insidioso e cronico. L’esordio nell’infanzia o nell’adolescenza è associato a una probabilità maggiore di presentare anche disturbi di personalità e disturbi da uso di sostanze.

I fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo depressivo persistente sono di tipo temperamentale, ovvero l’aver vissuto con frequenza e intensità emozioni negative; ambientali, ad esempio perdita o separazione dei genitori; rispetto ai fattori genetici, anche per questo disturbo i parenti di primo grado di persone che soffrono di disturbo depressivo persistente, hanno maggiore probabilità di sviluppare a loro volta il disturbo, rispetto al resto della popolazione.

Il grado in cui il disturbo depressivo persistente influenza il funzionamento sociale e lavorativo della persona, può variare ampiamente, ma gli effetti possono essere pari o superiori a quelli del disturbo depressivo maggiore.

Disturbo Disforico Premestruale

Le caratteristiche di questo disturbo sono il cambiamento rapido dell’umore, l’irritabilità, la disforia e sintomi d’ansia che si verificano frequentemente durante la fase premestruale del ciclo e scompaiono durante l’insorgenza delle mestruazioni o poco dopo.

Affinché possa parlarsi effettivamente di disturbo disforico premestruale, è necessario che i sintomi si manifestino nella maggior parte dei cicli mestruali durante l’ultimo anno e che comportino effetti negativi sul funzionamento lavorativo e sociale.

Questo disturbo può interessare dall’1,8 al 5,8% delle donne  mestruate. Il disturbo può insorgere in qualsiasi momento dopo il menarca. I sintomi peggiorano intorno al periodo della menopausa e tendono a scomparire dopo la menopausa.

Il disturbo disforico premestruale ha maggiori probabilità di insorgere in presenza di fattori ambientali quali stress, storia di trauma interpersonale, cambiamenti stagionali. L’ereditarietà del disturbo disforico premestruale è sconosciuta. Le donne che usano contraccettivi orali possono avere minori sintomi premestruali.

Durante la fase acuta del disturbo può avvenire una compromissione del funzionamento sociale che può manifestarsi con disaccordo coniugale e problemi con i figli, altri membri della famiglia e amici.

Episodio Maniacale

In questo caso potresti sentirti, per un periodo di almeno una settimana, più espansivo o irritabile del solito. Potresti sentirti invincibile, instancabile; potresti renderti conto che parli davvero tanto e che puoi dormire anche solo poche ore per notte. Potresti sentirti distratto o agitato e voler fare moltissime attività (alcune anche pericolose: spendere tanti soldi, fare molto sesso).

Episodio Ipomaniacale

In questo caso presenti gli stessi sintomi elencati per l’Episodio Maniacale, ma per almeno 4 giorni.

Disturbo Bipolare I

Soffri di questo disturbo se hai vissuto uno o più Episodi Maniacali e, generalmente, Episodi Depressivi Maggiori e/o Episodi Ipomaniacali.

Disturbo Bipolare II

In questo caso, invece hai sperimentato almeno un Episodio Ipomaniacale e almeno un Episodio Depressivo Maggiore.

Disturbo Ciclotimico

Potresti presentare questo disturbo se, per almeno 2 anni, hai sofferto per numerosi periodi dei sintomi Ipomaniacali e per altri periodi dei sintomi Depressivi.

WhatsApp chat