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I video game possono migliorare la lettura?

Recenti studi hanno dimostrato che l’utilizzo di specifiche categorie di video game, porterebbe ad incrementi delle abilità attentive, che risulterebbero generalizzarsi anche in compiti altri, rispetto i video game stessi (1). Non tutti i videogiochi avrebbero queste potenzialità, ma soltanto gli action video game (AVG). Le caratteristiche di questo tipo di video game sono: una elevata velocità di gioco, un alto grado di carico percettivo, cognitivo e motorio (necessità di pianificazione per tracciare il movimento di più elementi, o di doverli mantenere in memoria, necessità di pianificare diverse strategie d’azione da mettere in pratica in modo rapido), imprevedibilità (temporale e spaziale) ed alta importanza degli avvenimenti che avvengono lontano dal centro dello schermo (1; 2a; 2b).

I giochi che maggiormente corrispondono a queste caratteristiche, sono in genere quelli nei quali il personaggio principale è impegnato in ambienti che richiedono di sparare ad una serie di stimoli che possono apparire in diverse parti dello schermo e contemporaneamente prevedono di evitare ostacoli; i classici “sparatutto”.

Un recente studio (3) ha valutato l’influenza dell’utilizzo dei video game sulle abilità attentive e, in maniera indiretta, sulle abilità di lettura, di bambini di età tra i 7 e i 13 anni con diagnosi di dislessia evolutiva. I trattamenti, prevedevano una durata di 12 ore, distribuiti su un periodo di due settimane.

I risultati di questo studio hanno rilevato un miglioramento significativo in termini di accuratezza in due compiti visuo-spaziali (Distributed e Focused spatial attention) e un miglioramento significativo nell’abilità di lettura del brano e di segregazione grafemica (cioè la segmentazione visuospaziale di una stringa di lettere, nei suoi grafemi corrispondenti; ovvero, il nostro cervello quando, ad es., deve “leggere” la parola casa, prima la suddivide così: c-a-s-a). Alla base della segmentazione grafemica si trova una buona abilità di orientamento e focalizzazione dell’attenzione.

In altri termini, gli incrementi ottenuti dai videogiocatori di AVG, misurati in sillabe/secondi, raggiungono nella decodifica fonologica i miglioramenti rilevati in un anno di sviluppo spontaneo in un bambino dislessico. Lo stesso risultato si ottiene anche nella fluenza della lettura di un brano.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere: “come mai l’utilizzo di questo tipo di video game permetterebbe di ottenere tali miglioramenti?”

La risposta è che le caratteristiche di questi videogiochi attiverebbero il sistema Magnocellulare-Dorsale (in un compito di lettura, il sistema magnocellulare permetterebbe di dirigere i movimenti oculari verso la parola o una sua parte, la quale deve essere messa successivamente a fuoco per essere riconosciuta e associata alle sue corrispondenze fonologiche), la cui funzionalità (in breve) risulterebbe alterata nelle persone con dislessia evolutiva.

Riferimenti bibliografici

(1) Green, C.S., Li, R. & Bavelier, D. (2009). Perceptual learning during action video game playing. Topics in Cognitive Science, 2, 1-15.

(2a) Dye, M.W.G., Green, C.S. & Bavelier, D. (2009a). The development of attention skills in action video game players. Neuropsychologia, 46, 1780-1789.

(2b) Dye, M.W.G., Green, C.S. & Bavelier, D. (2009b). Increasing speed of processing with action video games. Current Directions in Psychological Science, 18, 321-326.

(3) Franceschini S., Gori S., Ruffino M., Viola S. & Facoetti A. (2013). Action Video Games Make Dyslexic Children Read Better. Current Biology, In press.

Psicologo dell'età evolutiva, perfezionato in psicopatologia dell'apprendimento scolastico.

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