Dislessia,  News

Lo Sviluppo Della Lettura

Da qualche anno il termine “dislessia” è entrato a far parte del nostro vocabolario, probabilmente per due ordini di motivi:

  • anzitutto perché la promulgazione della legge 170/10, che ha garantito importanti tutele a favore degli studenti con DSA, ha prodotto una notevole cassa di risonanza (mediatica) raggiungendo anche coloro che non sono direttamente coinvolti con questa problematica.
  • In secondo luogo, il termine ha un significato molto semplice (indica una difficoltà, più precisamente un disturbo, che interessa la capacità di leggere fluentemente e accuratamente) e quindi è facile da ricordare.

Diversamente, forse a causa della sua complessità, mi sembra che molto meno diffusa sia la conoscenza inerente allo sviluppo della capacità di lettura e, conseguentemente, che ci sia scarsa informazione circa le diverse componenti della lettura ad essere deficitarie, nelle condizioni di dislessia. Pertanto, eccomi qui a condividere, seppur sinteticamente, questa importantissima acquisizione e a descrivere le alterazioni provocate dal disturbo.

È Uta Frith, nel 1985, a proporre un modello evolutivo della lettura, che comprende 4 passaggi critici:

 

Stadio Pittografico (età pre-scolare)

Il bambino si trova in quello che la Frith ha chiamato Stadio pittografico, egli sa riconoscere globalmente una parola, come se fosse un disegno, e “leggerla” (mi viene in mente ad esempio la scritta del cartone animato “PIMPA”). In sostanza ha memorizzato la forma e/o i caratteri salienti della parola, ma non sa distinguere e nominare i singoli grafemi.

logo-pimpa

A questo livello ovviamente non emergono difficoltà di lettura, per il semplice fatto che l’apprendimento della lettura non è ancora stato avviato.

 

Stadio Logografico (Tra i 5 e 6 anni)

l bambino vede una parola e la associa alla sua rappresentazione (es., vede la parola «cane» e indica la foto del cane), senza, tuttavia, riconoscere le singole lettere e il loro suono («c» «a» «n» «e»). Il bambino si trova adesso nello Stadio logografico; in questo periodo svilupperà: la consapevolezza fonologica, cioè la capacità di riconoscere i suoni che compongono la parola, le abilità visive, intendendo la capacità di riconoscere le diverse parti della parola (es., grafemi, sillabe, morfemi, ecc.).

Difficoltà a questo livello, possono manifestarsi con numerosi errori di tipo visivo (ad es., spostamenti/inversioni di lettere all’interno di una parola)

 

Stadio Alfabetico (Tra i 6 e 7 anni)

Rappresenta la fase in cui il bambino apprende che determinati suoni (fonemi) corrispondono a determinati segni (grafemi); per cui egli prima leggerà le singole lettere, successivamente le unirà in sillabe e infine, dopo una lettura sillabata silente, pronuncerà l’intera parola.

La presenza di errori come sostituzioni, omissioni e intrusioni di lettere/sillabe; lentezza nel recuperare la pronuncia del grafema o della sillaba può essere indice di un’alterata acquisizione delle componenti della lettura proprie di questa fase.

 

Stadio Ortografico (< 8 anni)

L’ultimo stadio descritto dalla Frith è quello ortografico, nel corso del quale il bambino impara a leggere la parola nella sua interezza (lettura lessicale) (a differenza dello stadio precedente in cui leggeva lettera per lettera – lettura fonologica); egli inoltre apprende le regole ortografiche delle parole (es., che dopo la «c» non va mai la «d», la «s», ecc.).

Difficoltà in questa fase possono manifestarsi con errori nella lettura di parole irregolari, nel riconoscimento di parole omofone non omografe (es., lago – l’ago).

 

Psicologo dell'età evolutiva, perfezionato in psicopatologia dell'apprendimento scolastico.

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